La Conferenza dell’Italofonia, organizzata a Roma il 18 novembre 2025 dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano in collaborazione con la Società Dante Alighieri, ha riunito rappresentanti di Paesi in cui l’italiano è lingua ufficiale o minoranza storica, nonché di Stati e comunità che condividono un legame vivo con la lingua e la cultura italiana. Per la Svizzera la Comunità Italofona si inserisce anche nel contesto delle solide relazioni tra Svizzera e Italia in molteplici ambiti. Oltre a una lingua comune, Svizzera e Italia condividono quasi 800 km di frontiera, la più lunga per entrambi i Paesi, una collaborazione economica e scientifica di grande rilievo e forti legami umani e culturali. Nel 2026 sono previste nuove iniziative volte a valorizzare le relazioni tra i due Paesi. Da gennaio, Palazzo Trevisan degli Ulivi a Venezia — di cui il DFAE ha ripreso la gestione — diventerà una piattaforma dedicata alla cultura, all’innovazione e alla sostenibilità. La Dichiarazione istitutiva della Comunità dell’Italofonia, adottata da 19 Paesi, definisce la neonata Comunità come un forum tra Parti unite dall’interesse e dalla passione per la lingua italiana, con l’obiettivo di promuovere la diffusione dell’italiano nel mondo quale strumento di pace e dialogo, di partenariato economico e di cooperazione culturale. La Comunità non intende creare nessun obbligo finanziario o giuridico ai sensi del diritto internazionale. Essa si propone di promuovere, diffondere e tutelare la lingua italiana nel mondo; di favorire il dialogo politico e la cooperazione internazionale; di rafforzare la cooperazione e la crescita economica; di promuovere lo sviluppo degli scambi commerciali tra i suoi Membri e dei contatti tra le imprese; di consolidare i legami tra le società civili italofone e di sviluppare le relazioni culturali, scientifiche e accademiche tra i suoi Membri. - Dichiarazione istitutiva Comunità italofonia - RSI il Faro 29.11.2025: link all'intervista al cons. fed. Ignazio Cassis |