Sul finire degli anni 90 il concetto di Città-Ticino ha segnato un punto di svolta nelle politiche pianificatorie del Canton Ticino.
Una visione nata per rispondere alla rapida urbanizzazione e agglomerazione del Cantone a partire dagli anni Sessanta-Settanta e che da allora orienta il dibattito su pianificazione, mobilità, architettura e identità collettiva.
In questo inizio 2026, l’anno in cui finalmente si avvia la realizzazione di una delle Grandi opere infrastrutturali di collegamento che dovevano contribuire alla costruzione della Città-Ticino – il Tram-treno del Luganese – vogliamo provare a capire cosa ne è di quella visione, quali relazioni e spazi, non solo fisici, è stata in grado di produrre in questi 30 anni e quale la sua attualità oggi.
Con il geografo Claudio Ferrata, fondatore e membro di comitato di GEA, l’associazione dei geografi in Ticino, per cui ha scritto Fare la città Ticino. Una metafora geografica per il territorio e un'altra pubblicazione Pensare e costruire la Città Ticino per i Quaderni di Coscienza Svizzera (n. 39), e l’architetta Ludovica Molo, direttrice dell’istituto internazionale di architettura i2a, co-curatrice della Biennale svizzera del Territorio e di Open House Ticino.