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Identità in cammino

a cura di Remigio Ratti e Marco Badan (1986)

illustrazioni di Lulo Tognola.

L’Identità è come un «UFO» (un oggetto volante non identificato) — ha scritto Basilio Biucchi in uno dei suoi pungenti articoli (Cooperazione, 19.8.1982); un concetto che, più che definito, è soprattutto usato, nel bene e nel male: quale riferimento ideologico, quale rifugio nei valori del passato di fronte all’incertezza del presente, quale elemento nostalgico, quale fattore rivendicativo per una minoranza, quale elemento progettuale.

Chi leggerà i contributi di questo volume, in particolare quelli storici, se ne renderà facilmente conto: secondo il momento storico il Ticino si è identificato e unito attorno ad alcuni principi, non sempre formalmente espressi, costruiti quasi sempre in funzione delle contingenze e di obiettivi politici (difesa dell’italianità, difesa spirituale del paese, rivendicazioni economiche).
Discorso infido quindi, che taluni, per ragioni diverse, vorrebbero semplicemente sfottere, come noioso o inconcludente. Eppure è un discorso fondamentale per una società, per una sia pur piccola entità territoriale e di uomini che non può vivere semplicemente della somma delle singole individualità, senza avere qualche riferimento ideale, una pur minima parvenza di progetto collettivo.

Il valore di questo volume-miscellanea è allora forse questo: quello di testimoniare che il discorso attorno alla nostra identità regionale deve essere fatto, continuamente rigenerato e soprattutto che il Paese trova anche le forze e le persone disposte a farlo.