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Grigioni e l'importanza dell'italiano

 

In vista del dibattito parlamentare che si apre oggi a Coira, Il Comitato di CS  esprime una chiara opinione sull'importanza dell'insegnamento della lingua italiana nelle scuole grigionesi.

Per info: Raffaella Adobati Bondolfi, membro del Comitato di CS

Revisione della legge scolastica grigione
Insegnamento delle lingue seconde nel Cantone dei Grigioni: italiano e/o inglese?


Il dibattito sulla revisione totale della legge scolastica grigione, già in agenda per la sessione parlamentare del dicembre 2011, è stato aggiornato. Data l’importanza del tema e il grande interesse che suscita si è preferito organizzare una sessione parlamentare straordinaria interamente dedicata alla legge scolastica fissandola per il 19- 21 marzo 2012.


Nel 2008 il Cantone dei Grigioni aveva scelto d’investire nell’insegnamento precoce delle lingue secondarie, introducendo l’italiano dalla terza elementare e l’inglese dalla quinta. Nell’ambito dell’attuale revisione della legge scolastica il Governo cantonale si è mosso su più fronti a favore dello status quo, chiedendo continuità nelle scelte pedagogiche e strategiche di politica linguistica e scolastica.


Nel dicembre 2011, in vista del dibattito parlamentare, il mondo economico ha avanzato la proposta di rinunciare all’insegnamento dell’italiano e del romancio, proponendo di concentrare le energie degli insegnanti e degli alunni di scuola elementare su una sola lingua seconda. Quest’unica lingua dovrebbe essere l’inglese che a detta dei fautori di questa proposta costituirebbe, molto meglio dell’italiano, uno strumento di grande utilità all’interno di una società globalizzata.


Questa idea ha raccolto anche il favore di chi è convinto che due lingue seconde alla scuola elementare pregiudichino o perlomeno indeboliscano l’apprendimento della lingua madre, che nei Grigioni coincide in buona parte con il tedesco.
A completare lo scenario delle possibili opzioni c’è poi chi manterrebbe l’insegnamento di due lingue seconde alla scuola elementare, invertendo però l’ordine di successione: ovvero inglese dalla terza elementare e italiano dalla quinta elementare.


Siamo convinti dell’importanza dell’inglese, ma l’italiano è una lingua d’identità e di coesione cantonale e nazionale. È una componente imprescindibile dell’essere grigionese e svizzero. Se poi vogliamo argomentare – come fanno i fautori dell’inglese – con riflessioni di natura più pragmatica e utilitaristica, l’italiano è anche “la lingua del pane”, perché ancora oggi – come emerge da un recente sondaggio (estate 2011) che ha coinvolto ben 900 aziende grigionesi nell’ambito di un lavoro di master all’Università di Friburgo – il mercato del lavoro grigione richiede conoscenze di italiano prima di quelle d’inglese. Abbandonare l’insegnamento scolastico dell’italiano non gioverebbe neppure alla mobilità interna svizzera, perché i programmi didattici di buona parte dei cantoni danno la priorità, senza rinunciare all’inglese, all’insegnamento di una lingua nazionale. Inoltre nei nostri politecnici e nelle nostre università, fatta eccezione per qualche ambiente di ricerca, si insegna pur sempre ancora nelle lingue nazionali. Infine la scuola non ha bisogno di continue inversioni di rotta solo perché alcuni la vorrebbero “più sexy” o “più trendy”. La scuola è una cosa seria, che ha anche bisogno di continuità e coerenza in termini di scelte pedagogiche e politico-strategiche.
Manteniamo quindi ben saldo l’insegnamento dell’italiano.


Il Comitato di Coscienza Svizzera


Per info:
Raffaella Adobati Bondolfi, coordinatrice del gruppo Grigioni Tel. 079 407 55 24

19 Marzo 2012