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Abolizione dell’italiano a San Gallo: senza plurilinguismo, niente Svizzera!

 

Il Comitato di Coscienza Svizzera ha preso atto con grande rammarico e discusso nella seduta del 25 scorso della proposta di soppressione, per motivi finanziari, dell'insegnamento della lingua italiana come lingua di maturità nei licei del Canton San Gallo.


Si tratta in effetti di una grave discriminazione, che non può essere passata sotto silenzio, nei confronti di una lingua nazionale.


Una scelta del genere va oltretutto in controtendenza rispetto allo spirito della nuova legge sulle lingue e delle norme sulla maturità federale. Si può temere che l’eventuale decisione del gran consiglio sangallese abbia un “effetto domino” a livello di altri cantoni confederati, liberi di interpretare, per esempio, quando introdurre la seconda lingua nazionale, posticipandola all’inglese.


Al di là di leggi e regolamenti è però sempre più opportuno reagire contro l'indebolimento di quel federalismo solidale che ha fatto le fortune della nostra Confederazione. In questi difficili momenti di affievolimento della coesione nazionale tutti i segnali negativi vanno colti e combattuti, rovesciandoli, da parte della società civile e delle istituzioni.
Concordi nel pensare che lo scenario “glocal”  comporti nuove visioni è importante staccarsi da un passato che ha visto la Svizzera italiana agire sul piano locale e di salvaguardia della minoranza per essere invece parte attiva in una politica che promuova - a pieno titolo e a livello nazionale - non solo la lingua ma la cultura italiana quale “terza Svizzera”.


Molto si è mosso negli ultimi anni a sostegno della Legge sulle lingue e CS ricorda il suo impegno precursore con il ciclo di dibattiti del 2005 dal titolo evocativo: “Italiano in Svizzera - agonia di un modello vincente: senza plurilinguismo, niente Svizzera” (con il relativo Manifesto per un federalismo plurilingue (www.coscienzasvizzera.ch)  e le sue iniziative promosse oltre San Gottardo “4 Sprachen: ein Schweizertrumpf” / 4 Langues: un atout pour la Suisse”.


Urgono tuttavia rinnovate motivazioni e coordinamento degli sforzi al fine  di passare dalle parole ai fatti e di evitare in futuro iniziative improvvide come quella del Canton San Gallo. Per il prossimo autunno Coscienza Svizzera propone una tavola rotonda con i principali attori coinvolti per un bilancio critico e prospettivo.

Per il Comitato di Coscienza svizzera
Il Presidente: Prof. Remigio Ratti

 

Rassegna stampa



27 Gennaio 2011